Si è svolta questa mattina, sabato 12 settembre, nella cornice istituzionale della sala consiliare, la cerimonia di consegna del Premio Santa Croce Edizione 2026. L’alto riconoscimento cittadino è stato conferito al regista, scrittore e sceneggiatore Daniele Falleri, protagonista di una mattinata all’insegna della cultura, del cinema e della grande partecipazione dei cittadini.
L’evento ha preso il via alle ore 11:00 con l’apertura ufficiale da parte dell’assessore alla cultura Simone Balsanti, che ha introdotto gli obiettivi del Premio, seguito dai saluti istituzionali del sindaco Roberto Giannoni. Il primo cittadino ha ricordato insieme a Daniele Falleri come la “santacrocesità”, lo spirito cittadino fatto di intraprendenza, creatività e chiarezza franca e diretta, sia stata un elemento imprescindibile del successo del regista, originario proprio di Santa Croce.
“Un legame simboleggiato anche dal premio a forma di doppio nodo, affinché sia sempre indissolubile - ha sottolineato il sindaco Giannoni - un premio dato a coloro che hanno il coraggio di seguire i propri sogni, affinché sia d’esempio per i nostri giovani”.
Il momento centrale dell'incontro ha visto la parola passare direttamente a Daniele Falleri, che ha guidato la platea nella visione del trailer del film "Dietro la notte" (con Stefania Rocca e Fortunato Cerlino) e del suo cortometraggio "C’hai 5" (17 minuti), interpretato da un cast d'eccezione composto da Gabriel Garko, Andrea Roncato, Riccardo Polizzi Carbonelli e Maria Grazia Cucinotta.
Particolarmente toccante è stata la riproduzione in sala del corto, incentrato sull'importanza della ricerca medica nella dialisi renale: la storia di una bambina che, costretta a un trapianto di reni in tenera età, diventa medico per dedicare la vita alla ricerca di nuove cure, lanciando un messaggio di profonda sensibilità rivolto ai giovani e alle famiglie.
Subito dopo le proiezioni, il sindaco Roberto Giannoni ha consegnato ufficialmente il Premio Santa Croce nelle mani del regista. Il momento è stato suggellato da una sorpresa speciale: durante alcune ricerche nella biblioteca comunale, è emersa una lettera scritta anni fa da un giovane Falleri all’allora assessore alla cultura Alberto Pozzolini. Nella missiva, il regista inviava per un riscontro la sceneggiatura che lo avrebbe poi consacrato professionalmente: "Il marito di mio figlio". Un’opera straordinaria che vanta più di 50 messe in scena da oltre sessanta compagnie teatrali, tra le poche contemporanee italiane tradotte ed esportate all’estero.
La mattinata si è conclusa con una vivace fase culturale. In un incontro ravvicinato con il pubblico, Falleri ha condiviso aneddoti inediti sui grandi personaggi del cinema italiano con cui ha lavorato, come Franca Valeri e Paolo Villaggio, lasciando ampio spazio alle domande, alle curiosità e alle riflessioni dei cittadini presenti.