Regione Toscana

Contenuti in evidenza

Come attivare la carta di identità digitale: il video tutorial Dettagli

Giannoni accompagna il nipote di Giovanni Battista Iop a ritirare la medaglia d’onore, fu internato nei campi di lavoro nazisti

Dettagli della notizia

Il primo cittadino di Santa Croce: “Ribadisco ancora una volta che non si può accettare la guerra come strumento di risoluzione della controversie a nessun livello e la politica lo deve avere ben presente”

Data:

25 Settembre 2026

Tempo di lettura:

giannoni-prefetto-giovanni-battista-io

Descrizione

C'era anche il sindaco di Santa Croce sull'Arno Roberto Giannoni, questa mattina in prefettura a Pisa, alla cerimonia per la consegna della medaglie d'onore ai cittadini della provincia, che dopo l'8 settembre 1943 furono deportati nei campi di lavori nazisti. Giannoni ha accompagnato alla cerimonia Giovanni Battista, nipote del nonno omonimo Giovanni Battista Iop, cittadino di Santa Croce Sull'Arno, a cui toccò, come ad altri 700mila italiani, il destino della deportazione nei campi di lavoro tedeschi per sostenere l'economia di guerra. I deportati vissero in condizioni durissime, vennero privati della libertà e sfruttati per sostenere lo sforzo bellico nazista.
Giovanni Battista Iop era uno degli oltre 600mila militari italiani, che dopo l'armistizio con gli alleati, finirono in mano tedesca come prigionieri.
Originario del Friuli,  da giovane divenne un ufficiale del regio Esercito, quando fu internato aveva una cinquantina d'anni. Iop aveva servito la patria come militare nella Prima Guerra mondiale, nella Guerra d'Etiopia, nella campagna d'Africa fino alla disfatta della forze dell'Asse con la battaglia di El Alamein nel 1942. Poi fece parte della seconda ondata del contingente italiano nei Balcani fino all'8 settembre 1943 quando finì con lo status di prigioniero in mano tedesca in Montenegro. Nel '45 al rientrò in Italia e pesava circa 30 chili come ha raccontato il nipote Giovanni Battista.
“Questa fu una della pagine più dolorose che aprì l'armistizio di Cassibile, - dice Giannoni - gli Italiani si trovarono da alleati a nemici dei tedeschi e le popolazioni civili subirono la tragedia dell'occupazione di nazista. Molti militari furono internati come Giovanni Battista Iop e si stima che oltre 60mila di loro morirono per le condizioni patite nei campi. Anche questo fu frutto di una guerra tragica per tutti, ma per l'Italia dopo l'8 settembre '43, in modo particolare. Ancora una volta ribadisco – continua Giannoni - che non si può accettare la guerra come strumento di risoluzione della controversie in piena coerenza con i nostri principi costituzionali, in nessuna condizione e questo deve essere un monito anche alla politica, che deve cercare di essere confronto e non scontro per il bene collettivo, chi aumenta la tensione politica in modo strumentale, soprattutto, tra i rappresentanti istituzionali, spesso rischia di fare danni anche gravi a tutti i livelli, da quello del consiglio comunale, fino al Parlamento e all'Unione europea. Oggi onoriamo i sopravvissuti all'internamento e chi non ce la fece, con queste cerimonie che oltre ad essere un giusto riconoscimento ai singoli, lo sono anche per le comunità che furono attraversate dalla guerra. Ma le atrocità subite devono essere un monito per le giovani generazioni ad avere coscienza dei fatti storici e una cultura del rispetto dell'altro in tutti gli ambiti, a cominciare dall'impegno civico, sempre facendo valere le proprie idee con pacatezza e con i mezzi leciti”.

Ultimo aggiornamento: 25/09/2026, 15:28

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?2/2

Inserire massimo 200 caratteri